OKC passa senza troppi problemi allo Staples

Dopo la sofferta vittoria contro i Golden State Warriors, i Los Angeles Lakers (31-19) ospitano gli Oklahoma City Thunder (38-12). Sfida importante che deve dare delle risposte ad entrambe le contendenti: i padroni di casa vogliono capire quanto realmente sono distanti dalla franchigia leader della Western Conference (e quanto il caso-Bynum sia effettivamente rientrato), mentre gli uomini di Brooks cercano un’altra vittoria di prestigio dopo aver recentemente piegato i Miami Heat. A questi succosi ingredienti si aggiunge il ritorno allo Staples da avversario di Derek Fisher, l’ex capitano di mille battaglie e protagonista di cinque titoli NBA, accolto da una lunga standing ovation prima dell’inizio del match.

Starting five dei californiani composto da Sessions, Bryant, World Peace, Gasol e Bynum; gli ospiti oppongono Westbrook, Sefolosha, Durant, Ibaka e Perkins. I LAL si presentano con un alley oop di Gasol chiuso da una schiacciata di Bynum e con Bryant che va a segno dai quattro metri, i Thunder reagiscono con una tripla ed un canestro in transizione di Sefolosha. Westbrook ne mette quattro in fila, ma Sessions prima firma un blitz in area e poi serve Gasol che da sotto porta in vantaggio sul 12-11 i suoi. I gialloviola giocano una pallacanestro convincente e con Bynum, Bryant e Gasol doppiano gli avversari (22-11), mentre OKC deve registrare il dodicesimo fallo tecnico stagionale di Kendrick Perkins. Entra Harden e subito piazza una tripla, a 2’04″ dalla prima sirena fa il suo ingresso in campo Fisher, ma i lacustri grazie anche a quattro punti di McRoberts chiuduno il primo quarto avanti 30-18.

Un’incursione a centro area di Harden ed un appoggio mancino al tabellone di Fisher aprono il secondo quarto, per i padroni di casa segna Barnes, ma cinque consecutivi di Da Fish riportano Oklahoma City sul -5. Bryant e soprattutto Gasol danno un pò di ossigeno ai gialloviola, ma Durant riesce a tenere a relativa distanza i suoi. Sessions rimette otto lunghezze tra le squadre, ma Westbrook ri-accorcia nuovamente. Bynum va a bersaglio dopo una bella combinazione con Gasol, dall’altra parte prima realizza Durant e poi Ibaka allo scadere dai sei metri porta le squadre all’intervallo lungo col punteggio sul 49-44 LAL. Per Kobe 14 punti con 5/11 al tiro, 12 e 8 rimbalzi per Bynum. Durant a quota 10 ma con 5/16, 7 pts invece per Fisher.

Perkins dalla lunetta, quattro di Westbrook ed un tap-in di Ibaka danno il via al secondo tempo: i Thunder con un parziale di 8-0 passano in vantaggio sul 52-49. Dopo il time out di coach Brown, arriva pure la tripla di Durant ed un canestro da sotto di Perkins. Bynum e Bryant danno qualche segnale di vita offensivo, ma una schiacciata di Perkins porta gli ospiti sul 61-53. World Peace, nella solita serataccia al tiro, infila una tripla, Westbrook gli risponde mettendone quattro in fila: Thunder sul +9, i quattro falli che impongono la panchina a Gasol si fanno sentire eccome. I liberi di Bryant e quattro consecutivi di Steve Blake riaccorciano le distanze, ma Westbrook continua imperterrito a punire la difesa californiana (e per di più piazza pure una tripla a fil di sirena): si va all’ultimo riposo con OKC avanti 78-68 (34-19 il fatturato a favore degli ospiti in questo quarto).

Un tap-in di Collison ed una schiacciata di Westbrook ad inizio dell’ultimo periodo di gioco danno il +14 (84-70) agli uomini di Brooks, ormai in controllo totale del match. Poco dopo, Durant inchioda la schiacciata, a difesa schierata, del +18: la partita sostanzialmente finisce qui. Arriva la tripla di Kobe, quella di Harden, un altro canestro da sotto Bynum: la forbice rimane comunque troppo grande, nonostante due triple di Metta World Peace e Bynum accorcino fino al -7 a 1’15″ dal termine. Finisce 102-93.

Netta sconfitta dunque per i Lakers, che avevano cominciato molto bene l’incontro ma poi sono stati spazzati via dagli avversari che hanno dimostrato di avere decisamente qualcosa in più. Certo ha pesato il prematuro quarto fallo di Gasol ad inizio del terzo periodo, ma la sensazione è che comunque il solco tra le due contender rimanga. Westbrook ha scherzato tutta la partita con la difesa lacustre, Sessions ha potuto poco ed è apparso sottono anche in attacco, Bryant nel secondo tempo ha giocato più da solo che coi compagni (ad eccezione di Bynum, che mette assieme buoni numeri). La panchina, come da consuetudine, ha offerto un contributo misero: ancora zero minuti per Goudelock.
Prossimo appuntamento gialloviola sabato sera, dove allo Staples arriveranno i New Orleans Hornets.

Lakers: Bynum 25 pts con 10/15 e 13 rebs, Bryant 23 pts con 7/25 e 9 rebs, Gasol 13 pts con 4/11 e 6 rebs.
Thunder: Westbrook 36 pts con 13/27 e 6 assist, Durant 21 pts con 10/22 e 11 rebs, Perkins 12 pts.

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Houston approfitta dei soliti Lakers da trasferta

Back to back texano che comincia stasera per i Los Angeles Lakers (28-17), di scena al Toyota Center di Houston contro i Rockets (24-22). Dopo l’inaspettata sconfitta interna di domenica contro Utah, Bryant (15 pts con 3/20 dal campo) e compagni devono riscattarsi riprendendo la propria marcia, mentre i padroni di casa vogliono restare in zona playoff nonostante le assenze di Kyle Lowry e Kevin Martin. Niente scontro tra i gialloviola e Derek Fisher: il venerabile maestro, ceduto proprio ai texani nell’ultimo giorno di mercato, ha ottenuto il buyout e deve solo decidere con quale squadra lottare per il sesto titolo.

Starting five losangelino con Blake, Bryant, World Peace, Gasol e Bynum; i Rockets rispondono con Dragic, Lee, Parsons, Scola e Dalembert. Un bersaglio di Gasol dai cinque metri e quattro punti di Bynum nati da rimbalzi in attacco spingono i LAL sul 6-0. Scola sblocca i suoi e Parsons infila una tripla, ma Bynum va a segno altre due volte e le triple di Metta World Peace e Bryant portano il punteggio sul 16-6 per gli ospiti. Buone percentuali in questo inizio di gara, e Houston che con Lee, Parsons ed una schiacciata di Dalembert ricuce lo strappo. Fa il suo ingresso in campo Ramon Sessions che subito serve un assist per la tripla dell’altro neo-entrato Barnes, e quattro in fila di Gasol uniti a due serpentine a centro area (di Kobe e Sessions le firme) restituiscono il +11 ai californiani. Il quarto termina con due canestri di Gasol dai cinque metri ed una tripla di Barnes: 40-25 Lakers con il 68% dal campo.

Bynum con un canestro da sotto inaugura il secondo periodo, ma Budinger e Patterson consentono ai Rockets di rosicchiare qualche punto. Rientra Bryant e va a segno, ma due banali palle perse di Barnes ed un tiro al tabellone di Courtney Lee portano le ostilità sul 48-39 a 5’48″ dal termine del primo tempo. Dalembert schiaccia da solo in mezzo all’area, World Peace realizza in campo aperto, ma Scola dai sei metri va a bersaglio: -5 e Houston che è rientrata in partita, sfruttando anche il fatto che l’attacco gialloviola si è fermato, fossilizzandosi sugli isolamenti per Kobe (5/13 al tiro fino a metà incontro). Si va all’intervallo lungo sul 56-51 per gli ospiti.

Con due punti a testa di Gasol e Bynum, intervallati da una transizione di Lee e da un canestro di Dragic, comincia la ripresa. I texani appaiono con la testa più nel match, e con Scola e Dalembert arrivano al -1, che poco dopo diventa +1 grazie ad una semplice realizzazione di Lee in campo aperto dopo una palla rubata. L’incontro prosegue sui binari dell’equilibrio: Bryant pareggia, Scola riporta i Rockets davanti, Barnes ri-pareggia. Nel finale di quarto arrivano cinque punti in fila di Kobe, ma Bynum si prende il secondo tecnico della serata e viene espulso. Dopo il canestro di Sessions, il penultimo parziale si chiude sul 79-73 per gli uomini di Mike Brown.

Sessions è il primo ad andare a segno nel periodo conclusivo, seguito da World Peace e dal tap-in di Murphy: 85-73 LAL. Houston dopo i canestri di Lee, Scola e Patterson accorcia le distanze, ma una tripla di Murphy ed altri quattro punti di Sessions riportano il vantaggio losangelino intorno alle dieci lunghezze: la nuova PG gialloviola sembra avere la partita nelle mani. Ma Parsons piazza cinque punti consecutivi, e dopo la triple di Dragic e Lee, i Rockets con il canestro di Parsons in campo aperto siglano il sorpasso sul 98-97 a 3’00″ dalla sirena. Il finale è intenso: Scola aumenta le distanze, Bryant con l’ennesimo isolamento riporta i suoi sul -1, Patterson fa 1/2 ai liberi, il Mamba va ancora a segno dal palleggio ma una tripla di Dragic dà il +3 ai padroni di casa. E’ l’allungo decisivo. Houston si impone 107-104.

Ennesima sconfitta in fotocopia di questa stagione per i Lakers, che come spesso è capitato in trasferta sono andati in netto vantaggio ma poi sono stati rimontati e sorpassati nel finale dagli avversari. I Rockets (privi di due dei loro uomini migliori) portano a casa un successo che sarebbe servito molto anche ai losangelini per diradare i loro dubbi. Certo ha pesato anche la sciocca espulsione di Bynum, però già con il centro in campo i LAL stavano mostrando la solita involuzione offensiva rispetto ad un primo quarto decisamente scintillante. Unica nota positiva è rappresentata da Ramon Sessions, la nuova PG che ha saputo dare il suo contributo mostrando un dinamismo che gli altri pari-ruolo lacustri non hanno.
Zero minuti per Goudelock, è giusto così?
Gialloviola che torneranno in campo domani notte a Dallas.

Lakers: Bryant 29 pts con 10/27, Gasol 21 pts con 10/14 e 4 rebs, Sessions 14 pts con 6/9 e 4 assist.
Rockets: Scola 23 pts con 9/13 e 3 rebs, Lee 23 pts con 7/17, Dragic 16 pts con 7/13 e 13 assist.

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Breaking News: Ramon Sessions ai Lakers

E’ di pochi minuti fa la notizia che i Lakers hanno una nuova point guard. Si tratta dell’ex Milwaukee e Cleveland, Ramon Sessions, 56esima scelta del draft 2007. In cambio i Lakers dovranno cedere alla squadra dell’Ohio una scelta, presumibilmente del primo giro del prossimo draft. Oltre alla scelta futura, i Lakers mandano alla squadra di coach Scott anche Luke Walton, e ricevono oltre all’ex Wolfpack, anche Cristian Eyenga.

Ma è Sessions il pezzo pregiato della trade: la point guard sta avendo una stagione da 10.5 punti e 5.2 assist a partita, e rappresenta un aggiunta importante per un reparto che adesso vede tre playmaker in competizione fra loro, anche se sono state insistenti le voci riguardanti un addio di Steve Blake.

I Lakers probabilmente non si fermano qui, anche se ormai manca davvero poco alla deadline delle 20 ora italiana. Stay tuned!

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Ai Lakers ci vogliono due overtime per avere la meglio sui Grizzlies

Al FedEx Forum di Memphis, va in scena un vero e proprio scontro diretto per il terzo posto della Western Conference: i Grizzlies (24-16) ospitano i Los Angeles Lakers (25-16). Gara decisamente importante per entrambe le squadre, che però arrivano a questo appuntamento in condizioni surreali, visto che si è entrati negli ultimi tre giorni di mercato ed i rumors impazzano. Sarebbe anche il derby dei fratelli Gasol, l’uno contro l’altro, e magari l’ultima di Pau con la casacca gialloviola: i motivi di interesse non mancano di certo, nonostanze le assenze per la franchigia del Tennessee di Rudy Gay e Zach Randolph.

Californiani che cominciano la partita con Fisher, Bryant, World Peace, P.Gasol e Bynum; i padroni di casa rispondono con Conley, Allen, Young, Speights e M.Gasol. Partenza migliore per Memphis, che con con Young e quattro punti di Tony Allen si porta sul 6-0. LA si sblocca dalla lunetta con Bryant e Bynum, e con una tripla di Fisher trova il pareggio sull’8-8. Sempre Tony Allen (11 pts ed una palla rubata in questo inizio) guida i suoi sul +6, ma un’altra tripla di Fisher (che nell’occasione supera quota 10.000 punti nella carriera NBA), Gasol e Bynum riportano la parità. Speights, Mayo e Cunningham riallungano le distanze, Bryant concretizza un gioco da 2+1 ma Mayo allo scadere fissa il punteggio sul 29-21 per i Grizzlies.

Barnes, Bynum e Goudelock inaugurano il secondo quarto andando a segno: in meno di tre minuti e con un parziale di 8-0 i Lakers pareggiano il conto. Gialloviola che continuano a cavalcare un Bynum che sta avendo un ottimo impatto con la second unit, e riescono anche a mettere la testa avanti sul 35-33. Va a bersaglio due volte Marc Gasol, Pau fa altrettanto impattando dai sei metri. Allen, Marc Gasol e Conley in transizione rimettono sei lunghezze tra le squadre, ma sempre Bynum (in metà gara ha messo a referto 18 pts con 7/9 dal campo e 6 rimbalzi) servito da Kobe ed in tap-in accorcia fino al -2. World Peace dalla lunetta pareggia, Pondexter mette una tripla ma una schiacciata di Bryant manda le contendenti all’intervallo lungo sul 52-51 per i padroni di casa.

Cinque punti di Speights e tre di Tony Allen firmano un parziale di 8-0 con cui si apre il terzo periodo: Memphis scappa sul 60-51 in poco meno di due minuti. Un canestro di Kobe ed una schiacciata di Bynum provano a ricucire il divario, ma Speights continua a punire la difesa californiana e dopo i canestri di Allen e Young i Grizzlies si portano sul 68-55. Dopo il time out chiesto da coach Brown, va ancora a segno un indiavolato Speights: il tassametro corre, +17. Bryant, Bynum, Barnes ed una tripla di Blake riportano lo svantaggio lacustre sotto la doppia cifra, ma Mayo dai sei metri e Speights dopo un alley oop ridanno il +12. La schiacciata di Bynum sul finale fissa l’80-71 con cui termina il parziale.

Quattro punti di Cunningham ed un 2+1 di Pau Gasol aprono l’ultimo periodo di gioco. Due canestri nati dal palleggio di Bryant accorciano le distanze sull’84-78, Mayo e Cunningham provano a riallungare, ma dopo un appoggio mancino al tabellone di World Peace i Lakers arrivano al -4 (88-84 a 6’22″ dalla conclusione). Un alley oop di Gasol per Bynum avvicina ulteriormente le squadre, la tripla di Pondexter dà un pò di sollievo ai suoi. Kobe va a bersaglio dalla lunetta, ma Speights a rimbalzo d’attacco fa la voce grossa e realizza il 95-90 a 2’28″. Ancora un sontuoso Bynum mette due punti nel traffico a centro area, ed una tripla di Bryant consegna la parità ad 1’33″ dalla fine. La difesa losangelina riesce ora a chiudere gli avversari, e dopo un recupero il Mamba serve un perfetto assist a Gasol che schiaccia agevolmente per il sorpasso. All’azione successiva Marc Gasol pareggia sfruttando il tabellone. Kobe sbaglia un tiro dai cinque metri e Memphis ha l’ultimo possesso della gara, ma Conley tira corto. 97-97, si va all’overtime.

I supplementari cominciano con un canestro di Pondexter, prontamente pareggiato da un movimento da sotto di Pau Gasol. Conley dai sei metri e mezzo rimette i Grizzlies davanti, ma i liberi di World Peace e Bryant riportano la parità. Ancora Conley, stavolta in contropiede, va a bersaglio, ma i LAL con un alley oop chiuso da Bynum ripareggiano. Pondexter sbaglia la tripla della vittoria dall’angolo, Kobe invece tira corto sull’ultimo possesso: 103-103, è necessario ricorrere al secondo overtime.

Una tripla di Steve Blake inaugura il secondo supplementare, Conley accorcia le distanze segnando poco dopo indisturbato in campo aperto. Marc Gasol con un piazzato dai cinque metri firma il sorpasso, che diventa +3 dopo una palla persa da Bryant in un’azione conclusa da una schiacciata in campo aperto da Pondexter. Ma i colpi di scena non sono finiti: Bynum da sotto e Kobe in transizione riportano i californiani in vantaggio sul 110-109 a 1’37″ dal termine. Vanno a bersaglio Bynum, Marc Gasol e Bryant dalla lunetta mantiene il +3. Mayo fallisce la tripla dell’ennesima parità, Bynum cattura il rimbalzo, subisce il fallo e siglerà i due liberi della vittoria: finisce 116-111 per i Lakers.

Successo soffertissimo per i Lakers, in una gara che avrebbero dovuto sfruttare meglio viste le due pesanti assenze dei Grizzlies. Vincere questo incontro significa innanzitutto incrementare classifica e fiducia anche in trasferta dopo le due non certo brillanti prove di settimana scorsa a Detroit e Washington. Il mal di trasferta che attanaglia questa squadra è comunque lungi dall’essere risolto. La speranza, di tifosi e staff tecnico, è che la soluzione a questo problema venga dal mercato. Menzione particolare per Andrew Bynum: partita dominante su due lati del campo, la crescita continua, sacrosanto continuare a puntare su di lui.
Lacustri che torneranno in campo domani a New Orleans, in una gara che sembrerebbe sulla carta agevole ma viste le difficoltà esterne gialloviola non lo è affatto.

Lakers: Bynum 37 pts con 15/18 e 16 rebs, Bryant 34 pts con 11/25 e 9 rebs, Gasol 14 pts con 6/14 e 8 assist.
Grizzlies: Speights 25 pts con 12/20 e 7 rebs, M.Gasol 20 pts e 11 rebs, Allen 18 pts con 7/12.

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I Lakers beffano ancora Boston

Dopo essere andati all’overtime nel primo scontro diretto della stagione, Los Angeles Lakers (24-16) e Boston Celtics (21-18) si ritrovano stasera allo Staples Center. Oltre ad essere il match tra le due squadre che vantano la più grande rivalità dello sport americano, grande motivo di interesse deriva anche dal fatto che potrebbe essere l’ultima partita di Pau Gasol ad LA con la casacca gialloviola (le continue voci di una sua trade non si placano e la deadline del 15 marzo si avvicina). Stesso discorso per diversi uomini dei “verdi”, con Ainge che vorrebbe ricostruire e ringiovanire il roster a disposizione di coach Rivers.

Starting five dei californiani composto da Fisher, Bryant, World Peace, Gasol e Bynum; gli ospiti rispondono con Rondo, Allen, Pierce, Bass e Garnett. LAL che partono forte: Bynum con una schiacciata, Gasol dai sei metri e World Peace con una tripla portano i padroni di casa sul 7-0. Boston dà i primi segnali di vita con Garnett e soprattutto Rondo, ma altri due canestri di Gasol tengono i losangelini avanti. Entra Pietrus ed una sua tripla riporta la contesa in parità (12-12), ma il neo-entrato Murphy dai cinque metri, i primi quattro punti di Bryant, due di Barnes ed un tap-in di Bynum danno un vantaggio in doppia cifra ai Lakers. Partita che lascia a desiderare, la mini-fuga pare figlia più che altro delle brutte percentuali al tiro di Pierce e compagni (25% dal campo in tutto il primo quarto). Si va al primo riposo sul 24-14 gialloviola.

Di Blake, Bradley, Goudelock e Pierce i primi canestri del secondo periodo. Ma i Lakers in questa fase cavalcano un Bynum ispiratissimo con cui i Celtics non riescono proprio ad accoppiarsi fisicamente: sei punti per il centro ed un assist per la tripla di Goudelock che porta il punteggio sul 37-22. Rivers obbligato ad un time out. Pierce, Allen, Rondo e Stiemsma riavvicinano Boston a -7, che poco dopo diventa -4 dopo un canestro di Pierce in campo aperto. Ennesimo vantaggio dilapidato dai lacustri in questa stagione, che in attacco non riescono più a produrre e tutto sembra essere affidato all’improvvisazione (non un caso le undici palle perse a metà gara). Finale di quarto pirotecnico: prima segna Bryant con un bel movimento dall’angolo, poi Rondo a fil di sirena mette la tripla che accorcia le distanze. Si va all’intervallo lungo sul 44-42 per gli uomini di Mike Brown.

Fisher inaugura il secondo tempo con una tripla, ma sei punti consecutivi di Rondo danno il sorpasso ai Celtics: 50-47. Tripla di Pierce, ma Metta World Peace ne piazza due (e nel mentre riesce pure ad allacciarsi sotto canestro con Pierce, interviene Garnett che viene giustamente punito). L’ex Ron Artest sale in cattedra: si fa sentire in difesa e va a bersaglio con una schiacciata in contropiede dopo una palla sottratta a Pierce. LAL ora è avanti di tre lunghezze. Ma Bass, Rondo e Pierce ridanno il vantaggio ai Celtics. Bryant dalla lunetta e Barnes chiudono il periodo sul 72-70 Lakers.

Una schiacciata di Gasol su assist di Kobe apre l’ultimo quarto, ma un tap-in di Pietrus ed un’incursione in area di Rondo riporta la parità. Segna Ray Allen, pareggia Bynum, Garnett sfrutta la pigrizia di Murphy, Barnes punisce la difesa bostoniana dall’angolo: 78-78. Arriva una tripla in transizione di Allen e Mike Brown si vede costretto a fermare il gioco. All’uscita dal time out, due triple di Bryant portano al sorpasso lacustre. Bass dai sei metri continua a colpire (così come Garnett), ma due liberi di Fisher ripareggiano il conto sull’89-89 a 3’30″ dalla fine. Due di Rondo ed una tripla di Allen danno il +5 agli ospiti, ma Bryant prima va a bersaglio e poi serve un assist per il tocco di Bynum che vale il -1 ad 1’17″. Allen sbaglia una conclusione, Kobe dall’altra parte dà il 95-94 ai suoi. Bass tutto solo dai sei metri non realizza il tiro del controsorpasso, e dopo il time out chiesto da Brown, Bryant serve Bynum a centro area che sfrutta il suo vantaggio su Garnett portando il +3. Boston ha 15″ per portare la gara all’overtime, ma la difesa gialloviola fa il suo dovere. Termina 97-94 e lo Staples può tirare un sospiro di sollievo.

Alla fine i Lakers ce l’hanno fatta, portano a casa un successo in una sfida molto sentita ma piena di errori. L’impressione è che si sia trattato di uno scontro tra due nobili in decadenza. Per i californiani i segnali positivi portano principalmente i nomi di Andrew Bynum e Metta World Peace, che però solo quando è stimolato da avversari importanti riesce a trovare la cattiveria agonistica per incidere come ai bei tempi. Forse Goudelock andrebbe utilizzato maggiormente, sicuramente i due lunghi di riserva (Murphy e McRoberts) non sono all’altezza. Bryant ha forzato troppo ma ha avuto la lucidità di dare i due palloni decisivi a Bynum, avvantaggiato contro i lunghi avversari. Gasol è parso frastornato dalla situazione extracampo che si è venuta a creare.
Nei prossimi quattro giorni, più che i giocatori, sarà la dirigenza la vera protagonista: vediamo cosa ne uscirà da questo finale di mercato.
Next stop per i LAL nella notte tra martedì e mercoledì a Memphis.

Lakers: Bryant 26 pts con 9/20, Bynum 20 pts con 9/16 e 14 rebs, Gasol 13 pts con 5/11 e 13 rebs, World Peace 14 pts con 4/8.
Celtics: Rondo 24 pts con 10/18 e 10 assist, Allen 17 pts con 6/14, Bass 15 pts con 7/12 e 8 rebs.

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Overtime fatale a Detroit

Dopo la convincente vittoria contro Miami, i Los Angeles Lakers cominciano la prima di tre trasferte in quattro giorni al Palace of Auburn Hills di Detroit. Forti di un record di 23-14 e del recente sorpasso “cittadino” al terzo posto della Western Conference, gli uomini di Mike Brown vogliono continuare la serie positiva di tre vittorie consecutive post All Star Game contro i Pistons, squadra che fino ad ora ha ottenuto 12 vittorie e 26 sconfitte. Sulla carta il test sembrerebbe poco probante, ma il bilancio esterno dei californiani (6-12) non ammette distrazioni.

Quintetto gialloviola composto da Fisher, Bryant, World Peace, Gasol e Bynum; la squadra del Michigan comincia invece con Knight, Stuckey, Prince, Maxiell e Monroe. Lakers che partono meglio mandando a bersaglio Bynum (che inizialmente domina il duello diretto con Monroe), Gasol e Bryant, i padroni di casa provano a rimanere a contatto con Maxiell e Prince, ma dopo una tripla di Kobe i LAL scappano sul 15-6 a 5’17″ dalla prima sirena. Fanno il loro ingresso in campo Ben Gordon (subito a segno con un’entrata in area a cui si aggiunge un libero supplementare), Blake, Barnes e Murphy, ed i canestri di Prince e Maxiell dimezzano lo svantaggio a cinque lunghezze. Una stoppata di Barnes ai danni di Prince ed un 3 su 4 ai liberi di Bynum danno il 24-17 con cui si conclude il primo parziale.

Il secondo periodo viene inaugurato dai canestri di Bynum ed una tripla di Goudelock da una parte, mentre per Detroit vanno a punti Jerebko e Gordon. Un appoggio al vetro di Goudelock ed un alley oop di Blake concretizzato da Bynum portano il punteggio sul 37-25 che induce coach Frank a chiedere un time out: ottima la difesa gialloviola, dove persino Murphy riesce a recuperare un pallone. Alla ripresa delle ostilità Gordon, una tripla di Jerebko, un doppio 2+1 di Stuckey ed ancora Gordon riportano i Pistons fino al -1 a 4’30″ dall’intervallo lungo, che diventerà +1 (42-41) due minuti dopo grazie al canestro di Wilkins. Ma il parziale dei padroni di casa prosegue, e solo la sirena riesce a fermarlo: 20-4 e Detroit va negli spogliatoi sul 45-41 in proprio favore, con 12 punti di Stuckey ed 11 di Gordon. Per i losangelini, 13 pts e 6 rimbalzi per Bynum.

Il terzo quarto inizia con un parziale Lakers di 8-1 firmato Bynum, World Peace (primo canestro di questa sua gara), Gasol e Kobe: sorpasso lacustre in poco più di tre minuti. I padroni di casa cominciano il secondo tempo con 0/14 al tiro, ed il duo Bryant-Bynum punisce la difesa avversaria portando i californiani sul +7. Stuckey tenta di riavvicinare i suoi, ma Bryant nonostante qualche forzatura di troppo mantiene le distanze: si va all’ultimo riposo sul 61-54 LAL.

L’ultima frazione comincia con quattro punti consecutivi di Stuckey: i Pistons sono di nuovo a contatto (-3). Bynum commette uno sfondamento ai danni di Ben Wallace, mentre dall’altra parte Gordon accorcia ancora e Jerebko sigla il sorpasso sul 64-63 ad 08’04″ dal termine. Bryant forza una tripla e sbaglia, Jerebko invece la segna: Detroit sale a +4. Ma Bynum, di gran lunga il miglior gialloviola sul parquet, pareggia nuovamente il conto. Wallace realizza i primi due punti del suo match, ma una tripla di Bryant ed un canestro da sotto di Bynum riportano i LAL davanti per poco: quattro in fila di Stuckey firmano il contro-sorpasso Detroit sul 75-74 ad 1’44″ dalla fine. Dopo una brutta persa tra Gasol e Bynum, World Peace riesce a recuperare la palla a metà campo ed in campo aperto ridà il vantaggio ai suoi. Al possesso successivo, la tripla di uno scatenato Stuckey porta i padroni di casa sul 78-76 a 6″ dalla conclusione. Dopo il time out, palla a Bryant che a fil di sirena realizza il buzzer-beater del pareggio: overtime.

Di Stuckey il primo canestro del supplementare, ma cinque in fila di Bynum portano i Lakers sull’83-80. Stuckey segna ancora con un jumper indisturbato dai sei metri, Gasol si rende protagonista di uno sfondamento ed un tap-in di Maxiell riconsegna il vantaggio a Detroit. Gasol ne mette due dai quattro metri, ma pure Prince va a bersaglio. World Peace sbaglia una tripla al ventiquattresimo secondo dopo un attacco inguardabile, e Stuckey dalla lunetta porta i Pistons sull’88-85 con il quale si concluderà l’incontro.

Lakers dunque sconfitti al Palace of Auburn Hills: una L che deve far riflettere sul mal di trasferta che sta attanagliando questa squadra, anche contro squadre ampiamente alla portata come la Detroit di questa sera. Altro punto lampante è la questione playmaker: non è possibile che ogni volta le PG avversarie facciano la partita della stagione. Lo Stuckey di oggi è sembrato, ad esempio, il Calderon di qualche settimana fa (che per poco non costò una sconfitta persino a Toronto). Il mercato, in questi ultimi otto giorni, deve concentrarsi principalmente su questa posizione, un upgrade in questo ruolo è una necessità. Che già da tempo si sapeva, per altro.
La panchina losangelina ha prodotto sette punti in totale: una miseria.
Il back-to-back gialloviola continuerà domani notte, quando gli uomini di Mike Brown saranno di scena a Washington all’01.00 ora italiana.

Lakers: Bynum 30 pts con 13/18 e 14 rebs, Bryant 22 pts con 8/26, Gasol 20 pts con 8/14 e 10 rebs.
Pistons: Stuckey 34 pts con 13/20, Gordon 15 pts.

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