Pazzesco. In tarda serata italiana Chris Paul era un giocatore dei Lakers. Agli Hornets sarebbero andati Lamar Odom, Luis Scola e Kevin Martin, mentre Pau Gasol sarebbe diventato un giocatore degli Houston Rockets. Una notte e tutto questo è stato fermato dalla NBA, proprietaria dei New Orleans Hornets. Gasol e Odom ritornano a vestire la maglia gialloviola.
La trade aveva già fatto immaginare nuovi scenari, rosei per i gialloviola, apocalittici per i team che fanno riferimento a quei cosidetti “small markets”, che alla fine, con il proprietario dei Cavs Dan Gilbert in testa, sono stati decisivi nel convincere Stern e l’NBA a rifiutare la trade imbastita dal GM Dell Demps, che credeva di avere la garanzia di lavorare senza interferenze ma che in questo momento si sentirà per forza di cose un peso nell’organizzazione della squadra della Louisiana.
Sentirsi di troppo sarà lo stesso sentimento di Pau Gasol e Lamar Odom, che oggi si presenteranno a El Segundo sapendo di essere stati sacrificati. Evidentemente l’NBA non ha tenuto conto di molte cose in questa decisione, che dopo il lockout è la cosa peggiore che potesse capitare all’integrità e credibilità di una lega che ha già sofferto tanto in questi 5 mesi.
Si può essere d’accordo o meno sulla proporzionalità della trade che avrebbe portato Paul a vestire la maglia dei Lakers, ma l’intervento della NBA mostra il nervo scoperto che aveva portato al lockout poche ore dopo la fine dello stesso. Cosa succederà adesso? Cosa faranno i Lakers dopo questa decisione assurda? Certo non staranno a guardare, e adesso sappiamo che per riaprire il ciclo vincente sono disposti a fare a meno di importanti pedine (perchè di questo si trattava, non di avere Paul gratis). La giornata di venerdi e le due settimane prima di Natala saranno davvero calde nel sud della California, e non solo…








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Sono senza parole…VERGOGNA
Che disdetta….. Go Lakers!!!!
queste cose possono accadere solo in usa